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La Conferenza Episcopale Siciliana – preso atto della decisione dei Vescovi delle Diocesi di Agrigento, Nicosia, Noto e Siracusa di istituire propri Tribunali Diocesani, con competenza per i processi di dichiarazione di nullità matrimoniale – ha decretato, con delibera del 18 gennaio 2017, l’istituzione del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo, il quale – considerato il successivo Decreto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica del 20 luglio 2017 – è stato dichiarato competente per la trattazione e definizione delle cause di nullità matrimoniale limitatamente alle Arcidiocesi di Palermo, Catania, Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela e Monreale e alle Diocesi di Caltanissetta, Caltagirone, Cefalù, Trapani, Acireale, Mazara del Vallo, Patti, Piana degli Albanesi, Piazza Armerina e Ragusa.

 


 

Il Tribunale Ecclesiastico Regionale Siculo, pertanto, soppresso con decreto della Conferenza Episcopale Siciliana del 17 febbraio 2017, continuerà la propria attività unicamente fino al completo esaurimento delle cause ancora pendenti che non sono state deferite al neocostituito Tribunale Interdiocesano.

 


 

Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo (T.E.I.S.) si occupa della dichiarazione di nullità dei matrimoni celebrati in chiesa, concordatari (validi anche agli effetti civili), oppure solo canonici (validi soltanto sul piano religioso).
Per l’introduzione di una causa di nullità del matrimonio, di per sé non è necessario che sia stata già dichiarata la separazione legale dei coniugi (in forma consensuale o giudiziale); ma, è assai opportuno ciò, perché vi sono aspetti che solo il tribunale civile può regolare (come ad esempio l’affidamento dei figli e le questioni economiche e patrimoniali) e sui quali è bene aver fatto chiarezza prima di intraprendere il processo di nullità, affinché questo abbia corso in un contesto più sereno, che consenta di accertare più facilmente la verità.

 


 

Il  T.E.I.S. è Tribunale di prima istanza ed è competente a trattare e a definire le cause di nullità del matrimonio nei seguenti casi:
  • Se il matrimonio fu celebrato nel territorio di una delle 14 Diocesi di competenza del T.E.I.S. (vedi elenco riportato al primo paragrafo);
  • Se nel territorio di tali Diocesi, una o entrambe le parti hanno il domicilio o il quasi-domicilio, secondo quanto disposto dal Codice di Diritto Canonico.
  • Se nel territorio delle Diocesi  di competenza si debba raccogliere la maggior parte delle prove.

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